Vivere l'orgasmo - tuffarsi dove non si tocca
“Perché non riesco ad avere un orgasmo?”
“Come so che sono venuta”
“Ci metto troppo a venire”
“È normale non avere orgasmi?”
Come un tuffo in piscina
Vivere l’orgasmo è un po’ come tuffarsi in una piscina in cui si sa di non toccare. Quando sei sul bordo del trampolino all'inizio può spaventare, perchè ti viene richiesto di lasciarti andare, di perdere per un attimo il controllo. Poi salti, e una volta entrato in acqua scopri di poter galleggiare, ti lasci sostenere da quella sensazione di piacere. Puoi anche provare a immergerti risalire, sguazzare in quell’estasi. Poi quando tutto finisce, puoi raggiungere la scaletta e uscire dalla piscina, con la sensazione di aver attraversato qualcosa più che averlo raggiunto.
Uno scivolo d’acqua
Però forse non sempre si ha il coraggio di tuffarsi subito, in alcuni casi il trampolino sembra un passo troppo grande. Preferisci magari salire su uno scivolo acquatico, uno di quelli a forma di tubo. Inizi a scendere veloce, pronto all’impatto con l’acqua. Sei convinto che l’acqua arriverà, sai che alla prossima curva ti tufferai, ma non arriva mai il momento. Il piacere viene rincorso e più lo si insegue, più sembra allontanarsi.
Una brutta esperienza in piscina
Ti potrebbe essere capitato di esserti già tuffato e non essere rimasto soddisfatto. Magari era la prima volta che decidevi di lanciarti in piscina. Ti sei ritrovato in acque troppo fredde, troppo profonde, in alcuni casi pericolose. Salti che ti hanno lasciato una sensazione di allarme e paura. Quando sai che potrebbe capitare di tuffarti il tuo corpo inizia a irrigidirsi ancora prima di immergersi. Anche se sai che quella vasca è accogliente hai paura di entrarci. E alla fine ti sei convinto che restare seduti sul bordo senza tuffarsi non sia poi così così male. Non perché il desiderio non esista, ma perché il corpo, in quel momento, sente di doversi proteggere.
Una piscina olimpionica
In alcuni casi raggiungere il massimo piacere diventa una gara, una sorta di competizione contro sé stessi. Ti trovi in una piscina olimpionica: il tuo obiettivo è concludere le vasche nel tempo giusto, con la tecnica giusta e la performance migliore possibile. L’orgasmo smette di essere un’esperienza corporea e si trasforma in una prova da superare: venire, far venire, durare abbastanza, fare “bene”. Ma sei sei troppo concentrati sulla prestazione, smetti di sentire l’acqua intorno a te. Smetti di sentire il tuo corpo, il tuo partner ed il piacere stesso.
Un parco acquatico
Per qualcuno, invece, l’esperienza orgasmica assomiglia a un parco acquatico. Non esiste una sola modalità, il piacere diventa curiosità, gioco, esplorazione. L’orgasmo diventa qualcosa che hai voglia di scoprire più che qualcosa da raggiungere. La sessualità si trasforma in un'esperienza da attraversare in ogni sua sfaccettatura provando ogni piscina, attrazione o gioco.
E tu come lo vivi?
L’orgasmo viene spesso raccontato come un punto di arrivo, quasi una meta obbligatoria della sessualità. In realtà, più che un traguardo, è un’esperienza del corpo: un momento di rilascio, di temporanea perdita del controllo. Non esiste un solo modo di viverlo, perché ogni persona entra nel piacere con la propria storia, le proprie paure e il proprio modo di stare nel corpo e nella relazione.
E forse, mentre leggevi queste righe, una di queste piscine ti è sembrata familiare.
Forse ti sei riconosciuto in quel bordo da cui fai fatica a tuffarti, in quella rincorsa continua verso qualcosa che non arriva mai, oppure in quella gara in cui senti di dover fare tutto nel modo giusto.
E allora forse vale la pena fermarsi un momento e chiedersi:
Io, dentro la mia sessualità, come mi sento davvero?
Mi sento libero di vivere il piacere o sto solo cercando di raggiungerlo?
Mi sento accolto dall’acqua o sto cercando continuamente di non affondare?
Perché a volte il cambiamento non inizia imparando nuove tecniche o cercando orgasmi “migliori”. Inizia quando riesci a riconoscere il modo in cui stai entrando in acqua.